Ci sono auto che, appena le vedi, ti fanno fermare.
Non importa se ami o meno il marchio: capisci immediatamente di essere davanti a qualcosa di speciale.
È successo con la Ferrari F40, con la Ferrari 550 Maranello, con la Ferrari 458 Italia e, più recentemente, con modelli come la Ferrari Roma o la Ferrari Portofino.
Auto eleganti, riconoscibili, armoniose.
Moderne sì, ma ancora “Ferrari”.
E poi… la “LUCE”…

La prima Ferrari completamente elettrica… ma il problema, almeno personalmente, non è nemmeno l’elettrico in questo caso…
Il problema è che sembra tutto… tranne una Ferrari.
Una Ferrari che non emoziona
Guardandola di profilo si fa quasi fatica a capire cosa voglia essere:
- una crossover?
- una shooting brake?
- una hatchback futuristica?
- un SUV coupé?
Le proporzioni sono strane, il frontale appare anonimo e pesante… oggettivamente è orrenda!
Non me ne vogliano a Maranello ma sono nato a fine anni 80 e vissuto con i poster delle Ferrari “vere” sulle pareti della cameretta…
E qui viene la domanda più dolorosa:
dov’è finita l’eleganza italiana?
Perché Ferrari non è mai stata soltanto prestazione.
- Ferrari era stile.
- Personalità.
- Presenza scenica.
Una Ferrari Roma parcheggiata per strada riesce ancora oggi a fare girare la testa senza bisogno di sembrare un’astronave cyberpunk.
La LUCE invece sembra progettata inseguendo disperatamente il gusto “tech globale”.
Gli interni? Peggio ancora

Poi guardi l’abitacolo… e lì arriva il colpo finale.
Tablet sospeso sulla plancia, atmosfera ultra minimalista, plancia che sembra uscita da una concept asiatica del 2035 e una sensazione generale di freddezza impressionante.
Sì, ci sono richiami rétro nel volante.
Sì, tecnicamente sarà probabilmente un capolavoro.
Ma una Ferrari dovrebbe farti venire voglia di entrare, accenderla e ascoltarla vivere.
Qui invece sembra di avviare un dispositivo elettronico premium.
“Ma Ferrari deve innovare!”
Certo.
Ed è giusto che Ferrari sperimenti (anche se come questo era meglio evitare né…) ma innovare non significa perdere completamente la propria identità.
Qui invece, togliendo il cavallino dal cofano, il rischio è quello di confonderla con mille altre concept elettriche moderne.
Ed è forse questa la cosa più grave.
Richiamate Pininfarina!!
La sensazione è che a Maranello qualcuno abbia deciso che “futuristico” significhi automaticamente “bello”.
Non è così.
Perché l’eleganza senza tempo della Ferrari non nasceva dagli schermi enormi o dalle linee da astronave.
Nasceva dalle proporzioni.
Dalla pulizia del design.
Dal coraggio di essere semplicemente… Ferrari.
E davanti alla nuova LUCE viene spontaneo pensare una sola cosa:
Richiamate Pininfarina, subito!
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