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Quando la beneficenza diventa un orrore: soldi destinati ai bambini oncologici “intascati”

Ci sono truffe che fanno rabbia.
E poi ci sono vicende che superano perfino il concetto stesso di vergogna.

Perché qui non si parla semplicemente di denaro sottratto.
Non si parla di una frode qualsiasi o dell’ennesimo caso di mala gestione.

Qui, secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Vercelli, si parla di fondi raccolti anche per sostenere cure e strutture dedicate a bambini malati oncologici. Bambini. Famiglie disperate. Persone che donano pensando di aiutare chi sta affrontando uno dei drammi più terribili che possano esistere.

E invece, stando alle accuse, parte di quel denaro sarebbe stata utilizzata per spese personali e voluttuarie.

Le accuse: peculato, riciclaggio e autoriciclaggio

L’operazione, condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, ha portato al sequestro preventivo di oltre 135 mila euro e all’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone, due delle quali appartenenti alla dirigenza dell’associazione coinvolta.

Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto attraverso eventi benefici e iniziative solidali, destinato anche al supporto di strutture ospedaliere impegnate nella cura di bambini colpiti da tumori, sarebbe stato distratto dagli scopi statutari dell’associazione per essere utilizzato a fini personali.

Le perquisizioni hanno coinvolto abitazioni private, la sede dell’associazione e anche un locale utilizzato per la vendita di prodotti finalizzati alla raccolta fondi.

Il danno più grave non è economico

I soldi si possono recuperare.
Le persone eventualmente responsabili saranno giudicate dalla magistratura.
Esiste la presunzione d’innocenza e sarà la giustizia a stabilire responsabilità definitive.

Ma c’è un aspetto che resta devastante già oggi: il danno morale.

Perché ogni volta che emergono casi simili, a perdere non sono soltanto i donatori eventualmente raggirati. A perdere sono anche tutte quelle associazioni serie, tutti quei volontari autentici, tutte quelle persone che dedicano la vita ad aiutare davvero gli altri.

È questo il veleno più pericoloso: seminare sfiducia nella beneficenza.

La prossima volta che qualcuno vedrà una raccolta fondi per bambini malati, quanti penseranno: “E se fosse un’altra truffa?”

Ed è terribile. Perché i primi a pagare il prezzo di questa sfiducia saranno proprio i malati, le famiglie in difficoltà e le realtà oneste.

Usare il dolore dei bambini è qualcosa che oltrepassa ogni limite

Ci sono temi che dovrebbero restare sacri.
La malattia dei bambini è uno di questi.

Sfruttare, anche solo secondo l’ipotesi accusatoria, immagini, eventi, raccolte solidali e sensibilità pubblica legate all’oncologia pediatrica per fini personali rappresenta qualcosa che va oltre il semplice illecito economico.

È un tradimento della fiducia umana.
Della solidarietà.
Della compassione.

Ed è probabilmente questo l’aspetto che oggi sta indignando così profondamente l’opinione pubblica nel vercellese e non solo.

La solidarietà vera non deve morire

Proprio per questo, però, bisogna fare attenzione a non cadere nell’errore opposto.

Non bisogna smettere di aiutare chi soffre.
Bisogna invece pretendere trasparenza, controlli seri, bilanci chiari, rendicontazioni pubbliche e verifiche reali.

Perché il volontariato autentico esiste.
Esistono associazioni composte da persone straordinarie che ogni giorno aiutano malati, famiglie e bambini senza cercare visibilità o profitto.

Ed è anche per proteggere loro che casi simili devono essere perseguiti con la massima severità, sempre nel rispetto del lavoro della magistratura e delle garanzie previste dalla legge.


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Mi chiamo Gianluca Molina, classe ’86, webmaster, fotografo naturalista, appassionato di auto youngtimer e voce fuori dal coro. Amo dire le cose come stanno, con onestà e senza filtri. Credo nella Tradizione, nella verità e nel buonsenso

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