In un mondo in cui i cartoni animati raccontavano storie di amicizia, crescita, magari anche un po’ d’amore ingenuo, sentivamo la mancanza di qualcosa. Ma finalmente è arrivato! Murder Drones, ovvero: quando i droni cominciano a filosofeggiare mentre si fanno a pezzi tra schizzi di sang… pardon d’olio, crisi adolescenziali e incubi metafisici. Un capolavoro? No. Ma sicuramente un buon termometro culturale della nostra “meravigliosa epoca” in cui traumatizzare i bambini è diventato un modello di business.
Di che parla questa “meraviglia?”
Siamo in un futuro post-apocalittico. Un pianeta ghiacciato. Droni ribelli. Altri droni inviati a sterminarli. E già qui, qualcuno penserà: “Ma è fantascienza, dai, è tutto simbolico”. Certo. Simbolico quanto un martello pneumatico in faccia. O quanto un corso accelerato di “Come Dissociarsi dalla Realtà in 10 Episodi o Meno”.
La verità è che Murder Drones è un tripudio di violenza estetizzata, battute da scaricatori di porto (non lamentarsi se vostro figlio/figlia vi manderanno “vaffa…” dopo aver visto questa educativa serie…) e una dose di inquietudine esoterica degna di un rito notturno con candele e mantelli neri. Il tutto ben confezionato con un’animazione fluida e musiche epiche, così ti dimentichi che stai assistendo a qualcosa che forse non dovresti guardare a 9 anni… Ma tranquillo, anche a 30 o 50 anni, se sei una persona emotivamente sana, probabilmente ti lascia un certo disagio addosso.
Ma è per “maturi”. Certo. Come no.
Qualcuno dice: “Non è per bambini”. Verissimo. Come no. Per questo lo trovi su YouTube, gratis, disponibile 24/7, e senza bisogno di inserire nemmeno una data di nascita. Se poi il tuo bimbo di 8 anni se lo guarda tutto di fila mentre tu cucini, non preoccuparti: è solo “narrazione alternativa”. E se poi sviluppa quello che gli esperti chiamano stordimento emotivo, beh, è solo un effetto collaterale della sua “crescita culturale”.
Il problema, ovviamente, non è il singolo episodio o il personaggio inquietante. Il problema è la tendenza. Oggi se un contenuto è disturbante, allora è profondo. Se è cupo, è “autoriale”. Se ci sono occhi cavati e possessioni simboliche, è “geniale”. Insomma, se non capisci Murder Drones, sei tu che hai un problema. Magari sei ancora fermo a Heidi. “Che tenerezza”.
Trauma visivo? No dai, è solo un po’ di ansia con effetti speciali
A questo punto uno si chiede: “Ma vedere tutto questo da bambini fa male?”. La risposta breve è: sì. Ma siccome oggi serve sempre l’approvazione scientifica, ecco qualche chicca:
Secondo Psicologia Pediatrica, l’esposizione costante a contenuti disturbanti può causare dissociazione emotiva, apatia e confusione tra realtà e finzione. Che meraviglia. La dottoressa Antonella Somma dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano spiega che “l’esposizione a contenuti violenti, in televisione o nei videogiochi, nell’infanzia e nell’adolescenza aumenta il rischio di messa in atto di comportamenti aggressivi” e può portare i soggetti in età evolutiva ad avere “una minore sensibilità nei confronti della sofferenza altrui”. Ma tranquilli, è solo un cartone, no?
Sempre più studi scientifici confermano che il bombardamento visivo di immagini violente può desensibilizzare i giovani e ridurre la loro empatia. E poi ci lamentiamo se sembrano tutti apatici davanti alle tragedie vere. Ma ehi, almeno sanno come smembrare un drone con stile!
Un approfondimento su Lifegate ricorda che tali contenuti non solo aumentano la tensione psicologica, ma possono causare veri e propri traumi nei bambini sotto i 10 anni, con strascichi anche nella tarda adolescenza. Le immagini violente vengono “immagazzinate nella memoria a lungo termine” e possono riemergere come “flashback” o incubi. Ma tranquilli, eh. Basta spegnere lo schermo e torna tutto normale. O no?
Però dai, siamo nel 2025: mica possiamo tornare ai cartoni con i buoni e i cattivi
La cosa buffa è che oggi a voler proteggere i bambini vieni accusato di moralismo. Di essere un censore. Di voler tornare al “cartone educativo”. Che orrore! Figuriamoci se proviamo a dire che Murder Drones è inadatto. Apriti cielo: ti accusano di boicottare l’arte, di “non capire il trauma esistenziale del drone”.
E mentre noi discutiamo, i ragazzini crescono a pane, flashback traumatici, trip mentali animati e battute su come uccidere il prossimo “con stile”. Secondo la Sibilla Ulivi, psicoterapeuta esperta di linguaggio violento, l’esposizione a un linguaggio aggressivo e volgare durante l’età evolutiva può alterare profondamente la percezione delle relazioni sociali. Ma chi se ne importa, no? L’importante è che il cartone abbia una buona colonna sonora mentre i protagonisti si fanno a pezzi scambiandosi battute ironiche.
Il lato occulto: non ha mai fatto male a nessuno (no?)
E poi c’è la ciliegina sulla torta: la simbologia occulta. Perché non bastava la violenza grafica e il linguaggio da scaricatore di porto, ci voleva anche un bel po’ di riferimenti esoterici. Così, per cultura generale. Perché un bambino di 10 anni deve assolutamente saperne di evocazioni spiritiche e riti sacrificali. Informazioni utilissime per la vita quotidiana, no?
La ricerca psicologica ha dimostrato che l’esposizione a simboli inquietanti e occulti può generare ansia e paure irrazionali nei bambini, che non hanno ancora sviluppato gli strumenti cognitivi per distinguere tra fantasia e realtà.
Conclusione (amara, ma vera)
No, non è censura. È responsabilità. Perché un conto è lasciare spazio alla creatività, un altro è imboccare bambini e adolescenti con contenuti fatti per chi ha gli strumenti emotivi per interpretarli. E molti, semplicemente, non li hanno ancora.
Se non si pone un argine a questa deriva — non solo normativa, ma culturale — ci troveremo presto con una generazione che saprà tutto sulla simbologia dell’occulto ma non riconoscerà più uno sguardo empatico o una carezza.
E forse, a quel punto, anche i droni avranno un cuore più umano del nostro. O magari no, perché saranno troppo occupati a smembrarsi tra loro mentre recitano Nietzsche a memoria. Evoluzione della specie, la chiamano. Io la chiamo regressione mascherata da avanguardia. Ma che ne so io? Sono solo uno che pensa che i bambini dovrebbero essere bambini, non spettatori di un mattatoio animato con sottofondo filosofico.
Alla fine, la domanda non è se Murder Drones sia un buon prodotto d’intrattenimento. La domanda è: vogliamo davvero che i nostri figli crescano pensando che la violenza estetizzata, il linguaggio volgare e i simboli occulti siano la normalità? Se la risposta è sì, complimenti: stiamo crescendo una generazione di piccoli psicopatici con ottimi gusti musicali. Se la risposta è no, forse è il momento di spegnere YouTube e riscoprire che esistono ancora storie che non hanno bisogno di smembramenti per essere interessanti.
Ma ehi, sono solo cartoni, no? Che male possono fare?
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